Scrivimi

sabato, novembre 26, 2005

Viaggi - La croce del sud















Ho visto la croce del sud in due occasioni, da due luoghi estremamente diversi ma simili: il mare ed il deserto. La croce del Sud è una costellazione che si trova circa sull'asse dell'antardite ed è la controparte della stella polare. In estate si vede di poco sopra l'equatore, molto bassa sull'orizzone. Per chi ama la vela, alle nostre latitudini è un mito. Io la prima volta lo vista nel deserto. I miei compagni di viaggio erano già tutti sotto la tenda, io mi sono arrampicato sulla duna che la nascondeva, mi sono sdraiato sulla sabbia fredda della notte e credo di essere stato ad ammirarla per almeno un'ora.

In quei momenti le piccole cose del mondo si allontanano e ti ritrovi solo e minuscolo in mezzo a questa enormità che non riesci a capire ma che riesci a sentire.
Chi l'ha provato sa di cosa parlo, poche volte nella mia vita sono stato così bene.


Franceso Guccini - Stelle

Ma guarda quante stelle questa sera
fino alla linea curva d'orizzonte,
ellissi cieca e sorda del mistero là dietro al monte ;
si fingono animali favolosi,
pescatori che lanciano le reti,
re barbari o cavalli corridori lungo i pianeti
e sembrano invitarci da lontano
per svelarci il mistero delle cose
o spiegarci che sempre camminiamo fra morte e rose
o confonderci tutto e ricordarci
che siamo poco, che non siamo niente
e che è solo un pulsare illimitato ma indifferente.

Ma guarda quante stelle su nel cielo
sparse in incalcolabile cammino ;
tu credi che disegnino la traccia del destino ?
e che la nostra vita resti appesa
a un nastro tenue di costellazioni
per stringerci in un laccio e regalarci sogni e visioni,
tutto sia scritto in chiavi misteriose,
effemeridi che guidano ogni azione,
lasciandosi soltanto il vano filtro dell'illusione
e che l'ambiguo segno dei Gemelli
governi il corso della mia stagione
scontrandosi e incontrandosi nel cielo dello Scorpione ?

Ma guarda quante stelle sterminate :
che senso avranno mai ? Che senso abbiamo ?
Sembrano dirci in questa fine estate : siamo e non siamo
e che corriamo come il Sagittario
tirando frecce a simboli bastardi,
antiche bestie, errore visionario, segni bugiardi.
C'erano ancora prima del respiro,
ci saranno alla nostra dipartita,
forse fanno ballare appesa a un filo la nostra vita
e in tutto quel chiarore sterminato,
dove ogni lontananza si disperde,
guardando quel silenzio smisurato l'uomo si perde.




venerdì, novembre 25, 2005

Amore - Vivere senza amore



















Sono passati giusto, giusto 3 anni dall'ultimo addio, dell'ultimo amore, 3 anni in cui ho continuato ad amare senza la possibilità di amare.

Strano, io ero uno che si innamorava facilmente, e in questi 3 anni ho conosciute molte donne, ho scopato con molte donne, sono stato tenero, attento ho coccolato e forse sono stato coccolato... ma niente amore.

All'inizio è stata una sfida: "basta amore, solo sesso, posso scoparmi chi voglio, sono un grande!" ma poi, ok ho dimostrato che mi posso portare a letto quasi ogni donna che mi interessa... ma non l'unica che ancora davvero mi interessa.

Sono tornato a bussare alle porte dei miei vecchi amori, forse un'altra sfida e quelle porte si sono aperte e si sono aperti anche i vecchi amori, ancora sesso, con amicizia, complicità... ma niente amore...

Ho rincorso ogni donna che Le assomigliava o me la ricordava e sul momento mi batteva il cuore, ero emozionato, quasi innamorato... ma non erano lei, solo fantasmi di lei.. e niente amore...

Poi piano, piano mi ci sono abituato, al fantasma dico, è qui sempre con me, con le sue maledizioni, come una maledizione, le sue foto sono ancora appese per casa e ogni tanto, solo ogni tanto le guardo e mi chiedo se sia mai esistita o sia stata tutta una costruzione della mia mente.

Dopo 3 anni, qualche volta cerco di sapere dove sia finita, cerco il suo nome in rete, google, virgilio, pagine bianche... Non ho mai provato il numero del telefonino, sono stato lì per farlo più di una volta ma non l'ho fatto. Le ho mandato un sms con scritto "Pace" ma non so se l'abbia mai letto e comunque non ha risposto.

Non è una tragedia, sia chiaro, si vive bene anche così, con il fantasma di un amore seduto sulla spalla, si può fare tutto, ci si può divertire, si può lavorare, scopare, si può voler bene a se stessi, ridere, indignarsi, incazzarsi, tenere un blog, ma niente amore...

Mi chiedo se è questo fantasma che non mi vuole abbandonare o se sono io che non lo mollo per paura di amare un'altra volta.

Noi uomini siamo degli idioti, siamo capaci di gettarci da un aeroplano ingoiando la paura, siamo capaci di lanciare la moto a 300 all'ora e quelli più idioti di tutti, purtroppo molti, di farsi uccidere in battaglia, ... ma ci caghiamo sotto quando si tratta di amare... Fonzie insegna...

e così restiamo senza amore.

P.S.: Confermo che questa volta parto davvero, non manca tanto...

giovedì, novembre 24, 2005

Senza parole, sono senza parole

Poveri bimbi...

In Italia

Gela, bimbo denutrito in ospedale la madre non ha soldi per sfamarlo

In India

SI SUICIDA. PER FAME. ERA UNA PICCOLA INDIANA DI DODICI ANNI

Leggete entrambi gli articoli, insieme sono il paradosso assurdo della nostra società. Paradosso che infligge sofferenze ed uccide.

Questi bimbi non sono vittime del caso, sono le vittime della nostra indifferenza. Siamo noi che li uccidiamo e li affamiamo, noi tutti insieme siamo gli assassini, quando ci giriamo dall'altra parte.

P.S.: Questa volta parto davvero...

domenica, novembre 20, 2005

Vita - Questa volta parto davvero
























Stavolta parto davvero
Con un vento leggero
Che mi soffia alle spalle.
Dormite bene il vostro sonno (quello della ragione)
Dove vado lo sanno
Solo le stelle.

Una città senza televisione
Una città senza banche
E senza assicurazioni
Una città senza tempo
Una città con tanta musica
E tanta luna.

Vite, vite non vite
vite di auto , rate
e isole dei famosi

Stavolta parto davvero
Quanto vento stasera
Che mi soffia alle spalle
C'è solo un'ombra sul cuore
Silenziosa e leggera
Ma ci dormirò.

Vite, vite non vite
vite di ipocrisie
e prosciutti sugli occhi

Stavolta parto davvero
e taglierò i pochi fili rimasti
per non essere più burattino
del vostro idiota teatrino

Vite, vite non vite
dei vostri amati burattinai,
il telefonino, McDonald o stuzzichino

Stavolta parto davvero
e avrò solo me stesso
tutto me stesso ma tutto per me.

Sarete solo un'ombra sul cuore
Se vi penso di sera
Ma ci dormirò...
Mi porto dietro soltanto
il tuo ricordo un po' stanco
Io, poi, le cose le perdo
II giorno che mi hai sorriso
II giorno che mi hai deluso
Nessun altro ricordo

Una città senza Ruini
Una città senza Fini
E senza Berlusconi
Una città senza tempo
Una città con tanta musica
E tanta luna.


Stavolta parto davvero
Quanto vento stasera
Che mi soffia alle spalle
C'è solo un'ombra sul cuore
Silenziosa e leggera
Ma ci dormirò.

sabato, novembre 19, 2005

Orkut - Comunicazione di servizio

C'é qualcuno iscritto ad Orkut? In genere tutti i servizi di Google sono validissimi... c'é qualcuno che mi fa un invito?

Grazie

venerdì, novembre 18, 2005

Sesso - A proosito di sesso al telefono 1° puntata



















Ho appena letto nel blog http://diarioqualunque.blogspot.com/ l'ultimo post parla di sesso al telefono... Trovo che "una donna qualunque" abbia una capacità di esprimere le sue sensazioni, i suoi desideri e la sua eccitazione in poche parole in modo straordinario. Una sintesi che centra sempre l'obiettivo. Tutto il contrario di me che scrivo sempre molte parole...

Tornando al sesso telefonico... NON QUELLO A PAGAMENTO

Ho avuto più di una relazione con donne che abitavano lontano, abito ai confini dell'impero in mezzo alle montagne e internet mi dato modo di conoscere diverse ragazze, con qualcuna il sesso al telefono è inziato prima di conoscerci di persona, con altre era il mezzo per tenerci caldi a distanza. Pur essendo comunque il fetiggio del sesso vero, quello caldo, sudato e bagnato ha un vantaggio, costringe ad usare la materia grigia (non la parte razionale ma quella emotiva). E come quasi tutte le attività umane quando sono fatte con la testa possono diventare molto molto divertenti.

Personalmente adoro sentire la donna quando è eccitata e mi fa impazzire quando viene. Per questo al telefono invento storie e ne ricordo una che dedico ad "una donna qualunque", era più o meno è così:

"Sei sdraiata a pancia in giù, di traverso sul mio letto ed è già un po' che ti sto coccolando ed accarezzando. La stanza è nella penombra, ci sono solo poche candele accesse e c'é una musica dolce e sensuale di sottofondo. Sei in quello stato di languore eccitato in cui non hai voglia di fare niente ma solo di lasciarti coccolare, accarezzare e guidare. Io ti dico: "Adesso, per favore chiudi gli occhi e qualunque cosa succeda non guardare, non voglio bendarti ma voglio che tieni gli occhi chiusi e che tu li apra solo quando te lo dirò io...". Tu acconsenti e prometti. Ti accarezzo ancora un po', mi avvicino a lei, senza mai toccarla... poi mi alzo e tu senti che vado alla porta, la apro e bisbiglio qualcosa. Senti dei passi che entrano nella stanza e i rumori di vestiti che cadono in terra. Io vengo dalla parte dove hai la testa e comincio a darti bacini sul viso e sul collo, con delicatezza. Poi mi avvicino alla tua bocca e ti bacio prima delicatamente poi sempre più appassianatamente. Intanto senti due grosse mani che ti toccano le chiappe, ti accarezzano l'interno delle cosce e si avvicinano alla tua figa. Intanto io continuo a baciarti e ad accarezzarti il viso, ti dico che mi piaci e che ti amo, ti racconto quanto sei eccitante. "Apri gli occhi..." ti dico "e guardami negli occhi, non girarti e non smettere mai di guardarmi negli occhi" Quando ti sento pronta dico "Ok, adesso puoi" e tu senti le due mani che ti allargano bene e ti senti scivolare lentamente un grossissimo cazzo nella figa. Tu continui a guardami negli occhi e mentre l'uomo dietro di te inizia ad ansimare e a pomparti ritmicamente, ti bacio e ti accarezzo il viso e guardo l'eccitazione sul tuo volto. Tu ti dimeni e sei sempre più eccitata e quando sei pronta dico all'uomo: "Ok, adesso mettiglielo nel culo, faglielo sentire ma non farle male." Infatti lui esce dalla figa e con delicatezza ti punta l'uccello sul buchino e lo spinge dentro lasciando che sia tu a guidarlo con i movimenti del bacino. "Ti piace?" ti chiedo, "Ti piace?". Tu non rispondi ma inizi a mugolare e mentre l'enorme cazzo si infila e si sfila nel tuo culo, l'uomo ti infila due grosse dita nella figa e inizia a muoverle. Io guardo il tuo viso e leggo la tua eccitazione che è così grande che l'uomo non riesce a resistere e con un urlo gutturale eiacula nel tuo culo. Gli spruzzi bollenti ti eccitano a tal punto che vieni anche tu, un orgasmo fortissimo ad ondate... io continuo a baciarti e a coccolarti... L'uomo si sfila dal tuo sedere senza dire una parola, si riveste e se ne va mentre io ti bacio la schiena e ti dico che ti amo, che mi piaci, che sei una donna eccitantissima e dolcissima, che tutto quello che conta per me è la tua felicità..."

Non è una cosa che farei dal vero con la donna che amo, sarei troppo geloso, ma nella fantasia, al telefono era molto, molto eccitante.

Alla mia ex moglie piacevano le storie più hard, con tanti uomini, qualche volta la chiamavo ufficio e le descrivevo delle gang bang in cui lei era la protagonista... mi piaceva che si eccitasse con le colleghe che le lavoravano intorno. Chissa' se ne parlavano tra di loro... lei l'ha sempre negato, ma...

Nelle prossime puntate altre esperienze...

Da "La Repubblica" - Condannato a sette mesi il giudice che non vuole il crocifisso

Mi domando cosa ne penserebbe Gesù. Non esprimo un'opinione sulla sentenza che non riguarda direttamente il simbolo religioso, sentenza che non ho letto, ma trovo incredibile che nel 2005 si effetuino ancora crocifissioni (anche se metaforiche) in nome della croce o contro di essa.

Personalmente non so se Dio esiste, sono un profondissimo agnostico, ne so se Gesù sia stato solo un uomo, i Vangeli però li ho letti. Mi piacerebbe gli leggesero anche i rappresentanti dell'integralismo cattolico.

"Porgi l'altra guancia" o "Ama il tuo prossimo come te stesso". Conosco molti laici e molti atei che rispettano i comandamenti e molti cristiani osservanti che si sono riscritti regole e comandamenti a loro uso e consumo.

Se esistono davvero inferno e paradiso... sai che risate....

Una cosa è evidente, chi ha così tanta paura di perdere la propria identità e la sente minacciata è perché probabilmente ha un'identità davvero molto debole e insicura.

Chi ha piena consapevolezza della sua identità non ha bisogno ne di simboli ne di divisioni perché sa che incontrando altre identità e altre culture la sua sarà rafforzata e ampliata.

Leggi l'articolo

giovedì, novembre 17, 2005

Vita - Rivoluzionare la propria vita




Ho letto un libro molto bello, rivoluzionario nel senso anticapitalista, per fare la rivoluzione bisogna prima rivoluzionare il proprio modo di vedere le cose, il denaro ed il mondo che ci sta intorno. Mi consenta cavaliere, non legga questo libro, non fa per lei.


Politica - Americani e amerikani




















Trovo che questa foto sia bellissima, sotto il profilo fotografico e dal punto di vista politico. Il popolo americano o almeno una buona parte di esso, quello più intelligente e quello più debole sta subendo le follie del governo USA come noi subiamo il nostro. Non prendiamocela con gli americani, con la gente, con il popolo ma con chi ha le responsabilità dei massacri in Iraq e Afganistan, ma anche delle sofferenze di molti americani.

Link interni correlati:
Guerra: Da "La Repubblica" "Fosforo bianco contro i civili"
La guerra - Quello che i media non mostrano

martedì, novembre 15, 2005

Sesso - Un altro e-mail eccitante





Pubblico un altro e-mail molto eccitante che ho ricevuto da... non posso dirlo.

Faccio fatica a concentrarmi sulla quotidianità, ma penso che sia normale dopo un weekend come quello passato.

D'altronde non si ha un orgasmo multiplo ogni giorno, anzi ne ho anche negato l'esistenza prima.

Che vuoi che ti dico, mi sto svegliando in tutti i sensi. E non vedo l'ora di riprovarci, perché bisogna allenarsi bene per poter perfezionare la tecnica.

Non ho voglia di scrivere una lettere sporca, ma potrei parlare di sesso tutto il giorno, ma niente fantasie.

In questo momento la realtà ha superato le fantasie e l'eccitazione più grande mi può dare il ricordo della mia esperienza.


Mi piacerebbe rievocare ogni singolo orgasmo che ho avuto, però non me li ricordo tutti.

Il primo giorno é stato come una marea che é arrivata in ondate lente lontane una dall'altra e sembrava che non finiva più.
Ogni tua spinta l'ho sentita sul clitoride ma ogni orgasmo é stato vaginale e quello ti posso assicurare é molto più potente perché é sempre più lento, meno violento e immediato e mi lascia molto più appagata. E' un tremare di tutti i nervi lì, nel senso vero del detto, i nervi a fior di pelle. E non finiva più, appena pensavo che fosse finita, che iniziavo a rilassarmi, a stringertelo un pò, giusto per il piacere di farlo, ecco che mi montava una nuova ondata dentro, non so quante volte, non ci pensavo proprio a contare, avevo altro da fare.

GRANDE

Non mi ricordo neanche se poi abbiamo fatto l'amore anche a letto dopo, penso di si, ma il ricordo é molto vago, passa al giorno dopo passa al mio "orgasmo del sonno". L'ho soprannominato così, perché é l'unica maniera di paragonarlo.


Avevo una gran voglia di succhiartelo e anche di farti venire in bocca. Devo dire che mi piace il tuo sapore e sapere che aspettavi soltanto un mio via libera mi ha eccitato al punto di venire così, senza toccarmi, solo col tuo cazzo fra le mie labbra.

In questo momento ti farei un pompino e come, c'é la mia lingua che si muove da sola e chiede di qualcosa di sostanzioso!!! Non pensare che mi da fastidio succhiartelo, neanche a farti spruzzare in bocca, l'unico momento dove mi trovo in difficoltà é quando ti bagni, troppo scivoloso e "filoso" per non irritarmi la gola.

Per il resto vai tranquillo, ma mi sa che lo sai ormai.

Mi sto rendendo conto che ultimamente parliamo solo delle cose che eccitano me e non di cosa piacerebbe a te.
Ci sarà pure qualcosa di fattibile che non abbiamo ancora fatto e che ti fa perdere la testa?!?!?!
Mi piacerebbe veramente poter trasmettere un pò del mio godimento anche a te.


Quando me l'hai toccata col piede sotto il tavolo mi sembrava di avere io un piccolo uccello lì al posto del clitoride in mezzo fra le gambe, tutto duro che premeva contro il tuo piede. Era tutto gonfiato e sentivo tutto.

A dopo

lunedì, novembre 14, 2005

Sesso - Cosa mi piace delle donne




Credo che ci sia una enorme differenza tra il fare sesso con la donna di cui sei innamorato e con tutte quelle di cui non lo sei. Capiamoci, per andare a letto con una donna, devo provare qualcosa per lei, mi deve piacere e soprattutto mi deve piacere la tua testa.
Dicevo che fare l'amore con la donna di cui sei veramente e profondamente innamorato è una cosa magica che per un po' ti mette in contatto con l'intero universo... ma almeno per ora è una fortuna che io non ho.
Con il mestiere che faccio ho avuto a che fare con molte ragazze bellissime, molte delle quali disposte a fare molte cose pur di avere qualche spinta nel mondo della fotografia. Ho cominciato a fare il fotografo, un po' anche per questo motivo ma adesso dopo più di 20 anni certe lusinghe non mi fanno più l'effetto di una volta. Mi è successo più volte di svegliarmi accanto a qualcuna e domandarmi "Cosa ci faccio qui?"

Ciò che veramente mi piace, mi eccita è il gioco della seduzione, specialmente se mescolato a un po' di fantasie. Esistono due tipi di bellezza, quella superficiale che vedi solo con gli occhi e quella interna, cerebrale, direi chimica che supera di gran lunga la prima.

Amo scoprire piano, piano cosa frulla in testa alle donne, cose le eccita, cosa sognano nel loro intimo ed è un fantastico gioco quello di entrare in quel mondo e di diventarne complice e protagonista. E' una cosa estremamente eccitante che può durare giorni o mesi ma che riesce a tenere alta la tensione ben oltre un orgasmo.

Ho avuto donne che sognavano di farsi scopare da molti uomini e altre che si eccitavano pensando di guardarmi mentre facevo sesso con un'altra o viceversa di farsi guardare mentre erano loro a scopare con un altro. Quasi mai questi sogni diventano realtà, non so se per pudore o semplicemente perché in fondo sono solo fantasie. Non credo sia molto importante. L'importante è trasformare queste fantasie in un gioco, in una complicità, farle vivere e tenere alta la tensione erotica.

Ecco perché amo le donne intelligenti e fantasione e perché non andrei mai con una professionista. Che gusto c'é se non è eccitata?

venerdì, novembre 11, 2005

Dal Blog di Beppe Grillo






Consiglio di leggere questo articolo e i commenti, sono davvero tanti.

Ci sono anche i miei.

giovedì, novembre 10, 2005

Nota di servizio

Questo blog non ha ancora molti visitatori, ma ce n'é qualcuno che torna tutti i giorni. Mi piacerebbe ricevere un commento, un'opinione e magari anche dei suggerimenti...

Grazie

mercoledì, novembre 09, 2005

Sesso - Un e-mail eccitante

Stasera ho ricevuto un e-mail eccitante... lo pubblico con la foto dell'autrice.




















E' stato un weekend di fuoco, come mai mi sarei aspettata. Mi piace
come riesci a stimolare la mia fantasia, come riesci a tenermi eccitata.
Di avere voglia del tuo cazzo anche quando lei non ce la fa più. Perciò ben venga la tua partenza, così si può riposare e la prossima volta sarà di nuovo tutta calda e bagnata appena inizi a sfiorarmi.

Voglio che mi usi, che mi leghi a pancia in giù e mi spalmi l'olio sulla schiena, sulle gambe, sulle chiappe, che ti straii sopra di me scivolando avanti indietro mentre mi palpeggi le tette e io sento il tuo cazzo duro che mi sfiora ma non mi entra e mi fa impazzire. Poi ti abbassi e me la lecchi, ma piano piano, la apri tutta e mi infili la tua lingua bollente, giusto per un attimo così mi fai
impazzire ancora di più. Ti ritiri e mi poggi la punta del tuo cazzo e io cercherò di stringertelo con quei muscoli che ti piaccono tanto ma tu ti ritiri di nuovo e io non potrò seguirti perché sono legata. Giocherai con me come un gatto col topo, ti straii di nuovo sopra di me col tuo cazzo fra le
mie chiappe, un strofinamento che mi fa impazzire e ti abassi di nuovo e ripeti tutto fin quando non ce la facciamo più tutti e due e me lo sbatti dentro. Mi usi come vuoi e guardi il tuo cazzo che entra e esce da me, dentro fuori, dentro fuori fin quando non ti viene voglia di mettermelo nel bucchetto del culo e allora me lo infili piano, poco alla volta, inizi a muoverti e ogni volta lo infili un pò di più fin quando ce l'hai dentro tutto e senti che sono diventata morbida, pronta a stare al tuo gioco, che mi sbatti come vuoi, ora forte, ora piano fin quando non esplodi e mi vieni in culo. ( non saprò dire a che punto, ma sarò già venuta prima, ma questo é il tuo gioco, perciò è il tuo godimento che mi farà godere, anche se mi farà male il culetto, sentire il potere che ha su di te è di un eccitante assoluto e godo ad usare questo potere!!!)

Non avevo un mente di scriverti una e-mail bollente, ma mi é venuta così.

Non penso che ti dispiace troppo.

TVB

a dopo

lunedì, novembre 07, 2005

Politica: Parigi brucia

«Che cosa può sperare un giovane che nasce in un quartiere senz’anima, che vive in un brutto casamento, circondato da altre bruttezze, da mur i grigi su un paesaggio grigio per una vita grigia, con tutto intorno una società che preferisce distogliere lo sguardo e interviene soltanto quando bisogna incollerirsi e proibire?».

Francoise Mitterrand, Parigi 1990

Guerra: Da "La Repubblica" "Fosforo bianco contro i civili"

09/11/05 Dal sito di rainews24, l'inchiesta completa con i video della trasmissione

Inchiesta shock di "Rai News 24": l'agente chimico usato
come arma. Un veterano: "I corpi si scioglievano"
"Fosforo bianco contro i civili"
Così gli Usa hanno preso Falluja

Un documento svela anche un test su un nuovo tipo di Napalm

Video


Il fosforo bianco in azione

ROMA - In gergo i soldati Usa lo chiamano Willy Pete. Il nome tecnico è fosforo bianco. In teoria dovrebbe essere usato per illuminare le postazioni nemiche al buio. In pratica è stato usato come arma chimica nella città ribelle irachena di Falluja. E non solo contro combattenti e guerriglieri, ma contro civili inermi. Gli americani si sarebbero resi responsabili di una strage con armi non convenzionali, la stessa accusa di cui deve rispondere l'ex dittatore iracheno Saddam Hussein. Questo racconta un'inchiesta di Rai News 24, il canale all news della Rai svelando uno dei misteri del fronte di guerra tenuto più nascosto dell'intera campagna americana in Iraq.

"Ho sentito io l'ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah. Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie fino alle ossa", dice un veterano della guerra in Iraq a Sigfrido Ranucci, inviato di Rai News 24.

"Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini - aggiunge l'ex militare statunitense - il fosforo esplode e forma una nuvola. Chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato".

L'inchiesta di Rai News 24, Fallujah. La strage nascosta, in onda domani su Rai3, presenta, oltre alle testimonianze di militari statunitensi che hanno combattuto in Iraq, quelle di abitanti di Fallujah. "Una pioggia di fuoco è scesa sulla città, la gente colpita da queste sostanze di diverso colore ha cominciato a bruciare, abbiamo trovato gente morta con strane ferite, i corpi bruciati e i vestiti intatti", racconta Mohamad Tareq al Deraji, biologo di Falluja.

"Avevo raccolto testimonianze sull'uso del fosforo e del Napalm da alcuni profughi di Falluja che avrei dovuto incontrare prima di essere rapita - dice nel servizio la giornalista del Manifesto rapita in Iraq (proprio a Falluja) nel febbraio scorso, Giuliana Sgrena, a Rai News 24 - Avrei voluto raccontare tutto questo, ma i miei rapitori non me l'hanno permesso".

Rainews 24 mostrerà documenti filmati e fotografici raccolti nella città irachena durante e dopo i bombardamenti del novembre 2004, dai quali risulta che l'esercito americano, contrariamente a quanto dichiarato dal Dipartimento di Stato in una nota del 9 dicembre 2004, non ha usato l'agente chimico per illuminare le postazioni nemiche, come sarebbe lecito, ma ha gettato fosforo bianco in maniera indiscriminata e massiccia sui quartieri della città.

Nell'inchiesta, curata da Maurizio Torrealta, vengono trasmessi anche documenti drammatici che riprendono gli effetti dei bombardamenti anche sui civili, donne e bambini di Falluja, alcuni dei quali sorpresi nel sonno.

L'inchiesta mostra anche un documento dove si prova l'uso in Iraq di una versione del Napalm, chiamata con il nome MK77. L'uso di queste sostanze incendiarie su civili è vietato dalle convenzioni dell'Onu del 1980. Mentre l'uso di armi chimiche è vietato da una convenzione che gli Stati Uniti hanno firmato nel 1997.

Fallujah. La Strage Nascosta verrà trasmessa da Rai News domani 8 novembre alle ore 07.35 (sul satellite Hot Bird, sul canale 506 di Sky e su Rai Tre), in replica sul satellite Hot Bird e sul canale 506 di Sky alle 17 e nei due giorni successivi.

domenica, novembre 06, 2005

Sondaggio: Cos'é la democrazia e dove c'é

Riporto la definizione di Democrazia del Professor Bobbio:

Io ritengo che per dare una definizione minima di democrazia bisogna dare una definizione puramente e semplicemente procedurale: vale a dire definire la democrazia come un metodo per prendere decisioni collettive. Si chiama gruppo democratico quel gruppo in cui valgono almeno queste due regole per prendere decisioni collettive: 1) tutti partecipano alla decisione direttamente o indirettamente; 2) la decisione viene presa dopo una libera discussione a maggioranza.

Queste sono le due regole in base alle quali a me pare che si possa parlare di democrazia nel senso minimo e ci si possa mettere facilmente d'accordo per dire dove c'è democrazia e dove democrazia non c'è. ………

Vorrei sapere cosa ne pensate...

Politica - Di male in peggio




A volte rimpiango la vecchia DC... non è vero, sto scherzando, anzi sto facendo una provocazione. Eppure, 30 anni fa Pier Paolo Pasolini pubblicava l'articolo che segue sul "Corriere della Sera". In sisntesi Pasolini affermava in quell'articolo che il fascismo non era morto ma aveva semplicemente cambiato faccia, adattandosi alla nuova realtà.

Nle 1975 quell'articolo fu pubblicato sul "Corriere" che non era certamente un giornale rivoluzionario.

Sono trascorsi 30 anni e quell'articolo è sempre più attuale, sono cambiati i nomi (in parte) sono cambiate le sigle (in parte) ma la situazione è quella descritta, anzi molto peggiorata.

Non credo che oggi il Corriere pubblicherebbe un articolo come questo, soprattutto aggiornando i nomi con quelli attuali.

Un altro elemento che va considerato è l'atteggiamento critico che almeno alcuni degli stessi democristiani chimati in causa da Pasolini, Andreotti in testa, hanno verso l'attuale sistema "democratico(?)" italiano.

Prima dell'articolo un altro breve scritto di Pasolini:

Processare la DC

"Andreotti, Fanfani, Rumor, e almeno una dozzina di altri potenti democristiani, dovrebbero essere trascinati sul banco degli imputati. E quivi accusati di una quantità sterminata di reati: indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con gli industriali, con i banchieri, collaborazione con la Cia, uso illegale di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna (almeno in quanto colpevole incapacità di colpirne gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell'Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani, responsabilità dell'esplosione "selvaggia" della cultura di massa e dei mass-media, corresponsabilità della stupidità delittuosa della televisione.
Senza un simile processo penale, è inutile sperare che ci sia qualcosa da fare per il nostro paese. E' chiaro infatti che la rispettabilità di alcuni democristiani (Moro, Zaccagnini) o la moralità dei comunisti non servono a nulla".
Cosi' il 28 agosto 1975 Pasolini chiedeva un pubblico processo per i potenti democristiani. E' il risultato di una critica serrata e senza sosta al potere in quanto tale più che ai potenti democristiani; contro quella "anarchia del potere" crudamente rappresentata in Salò. La Democrazia cristiana non ha fatto altro che celare le vecchie retoriche fasciste in chiave ipocritamente democratica, assumendo però a protezione del proprio potere le stesse istituizioni create durante il fascismo: la scuola pubblica, l'esercito, la magistratura. "La Democrazia cristiana è vissuta nella più spaventosa assenza di cultura, ossia nella più totale, degradante ignoranza". E' un attacco alla borghesia, di cui la DC è espressione; una borghesia ignorante e inetta che nel consumismo ha il suo più saldo strumento di potere.

In un celebre articolo sul "Corriere della Sera" del primo febbraio 1975 Pasolini sferra un durissimo attacco polemico alla Dc servendosi della metofora della "scomparsa delle lucciole"

Pier Paolo Pasolini
La saggistica

Scritti corsari
1975


Il vuoto del potere
ovvero
L'articolo delle lucciole
di Pier Paolo Pasolini
dal "Corriere della sera" del 1° febbraio 1975


La distinzione tra fascismo aggettivo e fascismo sostantivo risale niente meno che al giornale "Il Politecnico", cioè all'immediato dopoguerra..." Così comincia un intervento di Franco Fortini sul fascismo ("L'Europeo, 26-12-1974): intervento che, come si dice, io sottoscrivo tutto, e pienamente. Non posso però sottoscrivere il tendenzioso esordio. Infatti la distinzione tra "fascismi" fatta sul "Politecnico" non è né pertinente né attuale. Essa poteva valere ancora fino a circa una decina di anni fa: quando il regime democristiano era ancora la pura e semplice continuazione del regime fascista. Ma una decina di anni fa, è successo "qualcosa". "Qualcosa" che non c'era e non era prevedibile non solo ai tempi del "Politecnico", ma nemmeno un anno prima che accadesse (o addirittura, come vedremo, mentre accadeva).
Il confronto reale tra "fascismi" non può essere dunque "cronologicamente", tra il fascismo fascista e il fascismo democristiano: ma tra il fascismo fascista e il fascismo radicalmente, totalmente, imprevedibilmente nuovo che è nato da quel "qualcosa" che è successo una decina di anni fa.
Poiché sono uno scrittore, e scrivo in polemica, o almeno discuto, con altri scrittori, mi si lasci dare una definizione di carattere poetico-letterario di quel fenomeno che è successo in Italia una decina di anni fa. Ciò servirà a semplificare e ad abbreviare il nostro discorso (e probabilmente a capirlo anche meglio).
Nei primi anni sessanta, a causa dell'inquinamento dell'aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell'inquinamento dell'acqua (gli azzurri fiumi e le rogge trasparenti) sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c'erano più. (Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta).
Quel "qualcosa" che è accaduto una decina di anni fa lo chiamerò dunque "scomparsa delle lucciole".
Il regime democristiano ha avuto due fasi assolutamente distinte, che non solo non si possono confrontare tra loro, implicandone una certa continuità, ma sono diventate addirittura storicamente incommensurabili. La prima fase di tale regime (come giustamente hanno sempre insistito a chiamarlo i radicali) è quella che va dalla fine della guerra alla scomparsa delle lucciole, la seconda fase è quella che va dalla scomparsa delle lucciole a oggi. Osserviamole una alla volta.

Prima della scomparsa delle lucciole
La continuità tra fascismo fascista e fascismo democristiano è completa e assoluta. Taccio su ciò, che a questo proposito, si diceva anche allora, magari appunto nel "Politecnico": la mancata epurazione, la continuità dei codici, la violenza poliziesca, il disprezzo per la Costituzione. E mi soffermo su ciò che ha poi contato in una coscienza storica retrospettiva. La democrazia che gli antifascisti democristiani opponevano alla dittatura fascista, era spudoratamente formale.
Si fondava su una maggioranza assoluta ottenuta attraverso i voti di enormi strati di ceti medi e di enormi masse contadine, gestiti dal Vaticano. Tale gestione del Vaticano era possibile solo se fondata su un regime totalmente repressivo. In tale universo i "valori" che contavano erano gli stessi che per il fascismo: la Chiesa, la Patria, la famiglia, l'obbedienza, la disciplina, l'ordine, il risparmio, la moralità. Tali "valori" (come del resto durante il fascismo) erano "anche reali": appartenevano cioè alle culture particolari e concrete che costituivano l'Italia arcaicamente agricola e paleoindustriale. Ma nel momento in cui venivano assunti a "valori" nazionali non potevano che perdere ogni realtà, e divenire atroce, stupido, repressivo conformismo di Stato: il conformismo del potere fascista e democristiano. Provincialità, rozzezza e ignoranza sia delle "élites" che, a livello diverso, delle masse, erano uguali sia durante il fascismo sia durante la prima fase del regime democristiano. Paradigmi di questa ignoranza erano il pragmatismo e il formalismo vaticani.
Tutto ciò che risulta chiaro e inequivocabilmente oggi, perché allora si nutrivano, da parte degli intellettuali e degli oppositori, insensate speranze. Si sperava che tutto ciò non fosse completamente vero, e che la democrazia formale contasse in fondo qualcosa. Ora, prima di passare alla seconda fase, dovrò dedicare qualche riga al momento di transizione.

Durante la scomparsa delle lucciole
In questo periodo la distinzione tra fascismo e fascismo operata sul "Politecnico" poteva anche funzionare. Infatti sia il grande paese che si stava formando dentro il paese - cioè la massa operaia e contadina organizzata dal PCI - sia gli intellettuali anche più avanzati e critici, non si erano accorti che "le lucciole stavano scomparendo". Essi erano informati abbastanza bene dalla sociologia (che in quegli anni aveva messo in crisi il metodo dell'analisi marxista): ma erano informazioni ancora non vissute, in sostanza formalistiche. Nessuno poteva sospettare la realtà storica che sarebbe stato l'immediato futuro; né identificare quello che allora si chiamava "benessere" con lo "sviluppo" che avrebbe dovuto realizzare in Italia per la prima volta pienamente il "genocidio" di cui nel "Manifesto" parlava Marx.

Dopo la scomparsa delle lucciole
I "valori" nazionalizzati e quindi falsificati del vecchio universo agricolo e paleocapitalistico, di colpo non contano più. Chiesa, patria, famiglia, obbedienza, ordine, risparmio, moralità non contano più. E non servono neanche più in quanto falsi. Essi sopravvivono nel clerico-fascismo emarginato (anche il MSI in sostanza li ripudia). A sostituirli sono i "valori" di un nuovo tipo di civiltà, totalmente "altra" rispetto alla civiltà contadina e paleoindustriale. Questa esperienza è stata fatta già da altri Stati. Ma in Italia essa è del tutto particolare, perché si tratta della prima "unificazione" reale subita dal nostro paese; mentre negli altri paesi essa si sovrappone con una certa logica alla unificazione monarchica e alla ulteriore unificazione della rivoluzione borghese e industriale. Il trauma italiano del contatto tra l'"arcaicità" pluralistica e il livellamento industriale ha forse un solo precedente: la Germania prima di Hitler. Anche qui i valori delle diverse culture particolaristiche sono stati distrutti dalla violenta omologazione dell'industrializzazione: con la conseguente formazione di quelle enormi masse, non più antiche (contadine, artigiane) e non ancor moderne (borghesi), che hanno costituito il selvaggio, aberrante, imponderabile corpo delle truppe naziste.
In Italia sta succedendo qualcosa di simile: e con ancora maggiore violenza, poiché l'industrializzazione degli anni Settanta costituisce una "mutazione" decisiva anche rispetto a quella tedesca di cinquant'anni fa. Non siamo più di fronte, come tutti ormai sanno, a "tempi nuovi", ma a una nuova epoca della storia umana, di quella storia umana le cui scadenze sono millenaristiche. Era impossibile che gli italiani reagissero peggio di così a tale trauma storico. Essi sono diventati in pochi anni (specie nel centro-sud) un popolo degenerato, ridicolo, mostruoso, criminale. Basta soltanto uscire per strada per capirlo. Ma, naturalmente, per capire i cambiamenti della gente, bisogna amarla. Io, purtroppo, questa gente italiana, l'avevo amata: sia al di fuori degli schemi del potere (anzi, in opposizione disperata a essi), sia al di fuori degli schemi populisti e umanitari. Si trattava di un amore reale, radicato nel mio modo di essere. Ho visto dunque "coi miei sensi" il comportamento coatto del potere dei consumi ricreare e deformare la coscienza del popolo italiani, fino a una irreversibile degradazione. Cosa che non era accaduta durante il fascismo fascista, periodo in cui il comportamento era completamente dissociato dalla coscienza. Vanamente il potere "totalitario" iterava e reiterava le sue imposizioni comportamentistiche: la coscienza non ne era implicata. I "modelli" fascisti non erano che maschere, da mettere e levare. Quando il fascismo fascista è caduto, tutto è tornato come prima. Lo si è visto anche in Portogallo: dopo quarant'anni di fascismo, il popolo portoghese ha celebrato il primo maggio come se l'ultimo lo avesse celebrato l'anno prima.
È ridicolo dunque che Fortini retrodati la distinzione tra fascismo e fascismo al primo dopoguerra: la distinzione tra il fascismo fascista e il fascismo di questa seconda fase del potere democristiano non solo non ha confronti nella nostra storia, ma probabilmente nell'intera storia.
Io tuttavia non scrivo il presente articolo solo per polemizzare su questo punto, benché esso mi stia molto a cuore. Scrivo il presente articolo in realtà per una ragione molto diversa. Eccola.
Tutti i miei lettori si saranno certamente accorti del cambiamento dei potenti democristiani: in pochi mesi, essi sono diventati delle maschere funebri. È vero: essi continuano a sfoderare radiosi sorrisi, di una sincerità incredibile. Nelle loro pupille si raggruma della vera, beata luce di buon umore. Quando non si tratti dell'ammiccante luce dell'arguzia e della furberia. Cosa che agli elettori piace, pare, quanto la piena felicità. Inoltre, i nostri potenti continuano imperterriti i loro sproloqui incomprensibili; in cui galleggiano i "flatus vocis" delle solite promesse stereotipe. In realtà essi sono appunto delle maschere. Son certo che, a sollevare quelle maschere, non si troverebbe nemmeno un mucchio d'ossa o di cenere: ci sarebbe il nulla, il vuoto. La spiegazione è semplice: oggi in realtà in Italia c'è un drammatico vuoto di potere. Ma questo è il punto: non un vuoto di potere legislativo o esecutivo, non un vuoto di potere dirigenziale, né, infine, un vuoto di potere politico in un qualsiasi senso tradizionale. Ma un vuoto di potere in sé.
Come siamo giunti, a questo vuoto? O, meglio, "come ci sono giunti gli uomini di potere?".
La spiegazione, ancora, è semplice: gli uomini di potere democristiani sono passati dalla "fase delle lucciole" alla "fase della scomparsa delle lucciole" senza accorgersene. Per quanto ciò possa sembrare prossimo alla criminalità la loro inconsapevolezza su questo punto è stata assoluta; non hanno sospettato minimamente che il potere, che essi detenevano e gestivano, non stava semplicemente subendo una "normale" evoluzione, ma sta cambiando radicalmente natura.
Essi si sono illusi che nel loro regime tutto sostanzialmente sarebbe stato uguale: che, per esempio, avrebbero potuto contare in eterno sul Vaticano: senza accorgersi che il potere, che essi stessi continuavano a detenere e a gestire, non sapeva più che farsene del Vaticano quale centro di vita contadina, retrograda, povera. Essi si erano illusi di poter contare in eterno su un esercito nazionalista (come appunto i loro predecessori fascisti): e non vedevano che il potere, che essi stessi continuavano a detenere e a gestire, già manovrava per gettare la base di eserciti nuovi in quanto transnazionali, quasi polizie tecnocratiche. E lo stesso si dica per la famiglia, costretta, senza soluzione di continuità dai tempi del fascismo, al risparmio, alla moralità: ora il potere dei consumi imponeva a essa cambiamenti radicali nel senso della modernità, fino ad accettare il divorzio, e ormai, potenzialmente, tutto il resto, senza più limiti (o almeno fino ai limiti consentiti dalla permissività del nuovo potere, peggio che totalitario in quanto violentemente totalizzante).
Gli uomini del potere democristiani hanno subito tutto questo, credendo di amministrarselo e soprattutto di manipolarselo. Non si sono accorti che esso era "altro": incommensurabile non solo a loro ma a tutta una forma di civiltà. Come sempre (cfr. Gramsci) solo nella lingua si sono avuti dei sintomi. Nella fase di transizione - ossia "durante" la scomparsa delle lucciole - gli uomini di potere democristiani hanno quasi bruscamente cambiato il loro modo di esprimersi, adottando un linguaggio completamente nuovo (del resto incomprensibile come il latino): specialmente Aldo Moro: cioè (per una enigmatica correlazione) colui che appare come il meno implicato di tutti nelle cose orribili che sono state, organizzate dal '69 ad oggi, nel tentativo, finora formalmente riuscito, di conservare comunque il potere.
Dico formalmente perché, ripeto, nella realtà, i potenti democristiani coprono con la loro manovra da automi e i loro sorrisi, il vuoto. Il potere reale procede senza di loro: ed essi non hanno più nelle mani che quegli inutili apparati che, di essi, rendono reale nient'altro che il luttuoso doppiopetto.
Tuttavia nella storia il "vuoto" non può sussistere: esso può essere predicato solo in astratto e per assurdo. È probabile che in effetti il "vuoto" di cui parlo stia già riempiendosi, attraverso una crisi e un riassestamento che non può non sconvolgere l'intera nazione. Ne è un indice ad esempio l'attesa "morbosa" del colpo di Stato. Quasi che si trattasse soltanto di "sostituire" il gruppo di uomini che ci ha tanto spaventosamente governati per trenta anni, portando l'Italia al disastro economico, ecologico, urbanistico, antropologico.
In realtà la falsa sostituzione di queste "teste di legno" (non meno, anzi più funereamente carnevalesche), attuata attraverso l'artificiale rinforzamento dei vecchi apparati del potere fascista, non servirebbe a niente (e sia chiaro che, in tal caso, la "truppa" sarebbe, già per sua costituzione, nazista). Il potere reale che da una decina di anni le "teste di legno" hanno servito senza accorgersi della sua realtà: ecco qualcosa che potrebbe aver già riempito il "vuoto" (vanificando anche la possibile partecipazione al governo del grande paese comunista che è nato nello sfacelo dell'Italia: perché non si tratta di "governare"). Di tale "potere reale" noi abbiamo immagini astratte e in fondo apocalittiche: non sappiamo raffigurarci quali "forme" esso assumerebbe sostituendosi direttamente ai servi che l'hanno preso per una semplice "modernizzazione" di tecniche. Ad ogni modo, quanto a me (se ciò ha qualche interesse per il lettore) sia chiaro: io, ancorché multinazionale, darei l'intera Montedison per una lucciola.

sabato, novembre 05, 2005

Cos'é il successo




Ridere spesso e amare molto;

conquistare il rispetto delle persone intelligenti e l’affetto dei bambini;

guadagnare l’approvazione dei critici onesti e sopportare il tradimento dei falsi amici;

apprezzare la bellezza;

trovare il meglio negli altri;

donare se stessi senza il minimo pensiero di un contraccambio;

rendere il mondo un po’ migliore, grazie ad un figlio sano, un anima salvata, una nuova aiuola nel giardino, una condizione sociale riscattata;

avere giocato e riso con entusiasmo e cantato con euforia;

sapere che anche una sola vita ha respirato meglio perché sei vissuto;

Questo è avere successo.



Ralph Waldo Emerson

giovedì, novembre 03, 2005

La guerra - Quello che i media non mostrano

















Com'é possibile giustificare una guerra? Ci sono tanti modi per farlo: Il primo in assoluto è quello di non chiamarla GUERRA, diamogli un nome più nobile e altisonante come "Operazione di Polizia Internazione" o "Operazione di ripristino della democrazia" o "Aiuto alla popolazione locale", ecc ecc. ecc.
Il primo passo è fatto. Poi è necessario presentare all'opinione pubblica degli ottimi motivi che spingono i "buoni", anzi che li costringono, ad armarsi e partire in nome della GIUSTIZIA e dei SACRI VALORI dell'umanità.

Un altro elemento fondamentale per prendere l'opinione pubblica per il naso è quella di mostrare l'efficacia e la precisione dei propri mezzi: "Noi colpiamo solo i nemici con le nostre armi chirurgiche". Soprattutto non si devono mai mostrare i morti, soprattutto i morti civili e guai le vittime innocenti.

Le immagini che seguono sono molto forti e sono state tutte scattate in Iraq tra l'inizio e la presa di Bagdad. Si riferiscono alle vittime dei bomardamenti chirurgici americani. Sono le immagini che i telegiornali occidentali non hanno mostrato.

A me piacerebbe che Bush, Berlusconi, Blair e company rispondessero ad una domanda molto semplice e solo con un "si" o con un "no":

"Esiste un solo motivo al mondo che giustifichi l'uccisione o il ferimento di un solo bambino?"


E se per caso la risposta fosse "si" mi piacerebbe sapere qual'é questo motivo.


Vorrei che ci fosse un giornalista televisivo che con queste immagini sullo schermo facesse questa domanda a uno dei tanti sostenitori dell'intervento italiano in Irak al fianco dei nostri alleati americani. Vorrei vedere la faccia di Giovanardi, cattolico dell'UDC, spiegare che la guerra è giusta e che questi bimbi fatti a pezzi sono un prezzo che si doveva pagare.

Nei giorni successivi all'11 settembre 1973 quando era ormai evidente che nel colpo di stato in Chile contro Salvator Allende era coinvolta la CIA, l'allora segretario di stato Henri Kissinger, in un'intervista chiese agli americani: "Volete mantenere il vostro tenore di vita? Questo è il prezzo da pagare".

Che ci vengano a chiedere se siamo disposti a macellare dei bambini innocenti per mantenere il nostro tenore di vita. Almeno faremo una scelta senza ipocrisie.

























Cos'è un lager? (Canzone di Francesco Guccini)

è una cosa nata in tempi tristi, dove dopo passano i turisti,
occhi increduli agli orrori visti (non gettar la pelle del salame!)
Cos'è un lager?
è una cosa come un monumento, e il ricordo assieme agli anni è spento,
non ce n'è mai stati, solo in quel momento, l'uomo in fondo è buono, meno il nazi infame!
Ma ce n'è, ma c'è chi li ha veduti, o son balle di sopravvissuti?
Illegali i testimoni muti, non si facciano nemmen parlare!
Cos'è un lager?
Sono mille e mille occhiaie vuote, sono mani magre abbarbicate ai fili,
son baracche e uffici, orari, timbri, ruote, son routine e risa dietro a dei fucili,
sono la paura l'unica emozione, sono angoscia d'anni dove il niente è tutto,
sono una pazzia ed un'allucinazione che la nostra noia sembra quasi un rutto,
sono il lato buio della nostra mente, sono un qualchecosa da dimenticare,
sono eternità di risa di demente, sono un manifesto che si può firmare.
è un lager.
Cos'è un lager?
Il fenomeno ci fu. è finito! Li commemoriamo, il resto è un mito!
L'hanno confermato ieri, giù al partito, chi lo afferma è un qualunquista cane.
Cos'è un lager?
è una cosa sporca, cosa dei padroni, cosa vergognosa di certe nazioni,
noi ammazziamo solo per motivi buoni. Quando sono buoni? Sta a noi giudicare.
Cos'è un lager?
è una fede certa e salverà la gente, l'utopia che un giorno si farà presente,
millenaria idea, gran purga d'occidente, chi si oppone è un giuda e lo dovrai schiacciare.
Cos'è un lager?
Son recinti e stalli di animali strani, gambe che per anni fan gli stessi passi,
esseri diversi, scarsamente umani, cosa fra le cose, l'erba, i mitra, i sassi,
l'ironia per quella che chiamiam ragione, sbagli ammessi solo sempre troppo dopo,
prima sventolanti giustificazione, una causa santa, un luminoso scopo,
sono la curiosa prassi del terrore, sempre per qualcosa, sempre per la pace,
sono un posto in cui spesso la gente muore, sono un posto in cui, peggio, la gente nasce.
è un lager.
Cos'è un lager?
è una cosa stata e cosa che sarà, può essere in un ghetto, fabbrica, città,
contro queste cose o chi non lo vorrà, contro chi va contro o le difenderà,
prima per chi perde e poi chi vincerà, uno ne finisce ed uno sorgerà,
sempre per il bene dell'umanità, chi fra voi kapò, chi vittima sarà
in un lager?

mercoledì, novembre 02, 2005

Politica - Intervista TV italiana a Hugo Chavez



Questa intervista è andata in onda su Rai News 24 alle 3 di notte. Non so se fosse una replica ma credo di no. In Italia si sa troppo poco di quello che accade in America Latina.

Chavilarism: VIDEO: Intervista TV italiana a Hugo Chavez

Società - Povertà - Dal Blog di Beppe Grillo



Si cerca in tutti i modi di far sparire la povertà con meeting incontri, seminari: la conseguenza è il suo incremento.
La ricchezza in sè non esiste, lo stesso vale per la povertà. Esistono solo delle differenze che provocano fenomeni di scambio. Prosegue sul sito di Beppe Grillo

martedì, novembre 01, 2005

Sesso - Giorno novembrino...

Se non sei maggiorenne devi lasciare immediatamente questo sito


Oggi si prospettava una giornata tranquilla, un 1 novembre piovoso da trascorrere in casa, gironzolando per la rete. Non avevo voglia di vedere nessuno e pensavo di starmene tranquillo e solo.

Invece...

Alle 13 mi chiama una vecchia amica e mi chiede se ho voglia di farle qualche foto. "ho 40 anni, sto invecchiando e vorrei qualche foto finché ancora mi sento in forma...".

Appuntamento alle 15 in studio.

Arrivo in studio, accendo il riscaldamento, le luci e preparo il set. Mentre l'aspetto cerco di immaginare cosa mi aspetta. Sono passati almeno 2 anni dall'ultima volta che ci siamo visti e altri 5 da quando ci eravamo lasciati con dolore, rabbia ma senza molti rimpianti, almeno da parte mia. Forse un rimpianto solo però c'era perché avevamo un affiatmento sessuale incredibile. Bastava uno sguardo o un piccolo contatto per accenderci e farci scatenare. Lei è una donna svedese, estramente complicata ma molto, molto disinibita. Oggi vive facendo la spola tra la Danimarca e l'Italia, ci siamo conosciuti quando vivevamo entrambi nello stesso condominio.

Non faccio a tempo però a immaginarmi il seguito, che la vedo entrare avvolta in uno splendito cappotto bianco fino ai piedi. Effettivamente il tempo qualche segno sul viso lo ha lasciato ma è sempre affascinante e sensuale. Ha messo su qualche chiletto, il viso è più tondo e delle piccole rughe si sono formate intorno agli occhi. Ha perso un po' quell'aria da eterna bambinona (è alta un metro e ottanta) che aveva ma ha guadagnato qualcosa in femminilità.

L'abbraccio e le do un bacino sulla guancia... "Ne è passato di tempo" le dico e dopo i convenevoli di rito le chiedo: "A che genere di foto pensavi?", "a qualcosa di sexy, ma non troppo...". Cos' dicendo si apre il cappotto e sotto ha soltanto reggiseno e mutandine rossi. "Ma non farti illusioni , voglio fare solo delle foto, niente sesso! Non voglio tradire Olaf, voglio fargli un regalo"... un po' sorpreso, eccitato la guardo negli occhi e con aria un po' maliziosa le dico: "Lo sai che sono un professionista serio...". E' ancora bellissima e molto sexy e mi domando come andrà a finire.

Comincio a scattare e dopo alcuni ritratti del viso e mezzibusti, mi accorgo che dai minuscoli slip escono un po' di peli...

"Sarebbe meglio che ti depilassi un po' il pube" le dico, lei va davanti allo specchio del camerino e mi chiede un rasoio e della schiuma da barba. Poi si dirige in bagno e lascia la porta aperta.

Quando stavamo insieme le piaceva molto che fossi io a depilarla ed era diventato un gioco molto eccitante, così entrai silenziosamente in bagno. Lei era seduta sullo sgabello con le gambe spalancate e stava spargendosi la schiuma da barba intorno al pube.

Alza gli occhi e non dice nulla. Mi avvicino le tolgo dalle mani la bomboletta della schiuma la agito un po' e mi inginocchio davanti a lei. Le spargo la schiuma su tutto il pube, non solo intorno, poi intorno alle labbra e intorno alll'ano. Non dice niente, fino a quando non comincio con il rasoio, "no, non tutto, cosa racconto a Olaf?". Non dico niente ma continuo e lentamente e con molta attenzione la depilo completamente, poi delicatamente la risciaquo e l'asciugo. E' gonfia ed eccitata e gli umori inziano a colare. "era tanto che non mi sentivo così nuda" mi dice sospirando mentre io le carezzo piano le labbra con le dita ormai viscide dai suoi umori. "Voglio che mi fotografi così!". "Voglio ricordarmi per sempre questa sensazione di nudità"...

Ed infatti...













Quando abbiamo finito, non ha voluto coccole... è andata in bagno, si è lavata, si è vestita e andansone, mentre io ero ancora nudo con la sigaretta tra le dita mi ha detto: "Passo nei prossimi giorni a prendere le foto." A volte le donne hanno strani modi per vendicarsi.

Vivo solo da qualche anno ormai e raramente la solitidine mi pesa, ma questa sera mi piacerebbe avere qualcuno da coccolare...

Donne e politica


Le donne italiane stanno lottando per avere una quota del 33% nelle liste elettorali. Mi chiedo perché il 33%? Perché non il 50? Perché non il 100? Mi piacerebbe, prima di morire, vedere un governo fatto di sole donne, un parlamento di sole donne e non solo in Italia. Io credo che le cose andrebbero meglio. Forse le discussioni apparirebbero più accese e a volte aggressive ma sono convinto che al momento di decidere la saggezza avrebbe il sopravvento.

Mi piacerebbe sapere come sarebbero andate le cose in tante occasioni delle storia se a decidere fossero state donne insieme ad altre donne, non una donna in mezzo a tanti uomini, ma donne insieme a donne.

Sesso e Amore - una pagina del mio diario




La vita è fatta di molte cose, ce ne sono alcune che la rendono più vera e più bella. Amore e sesso, specialmente quando viaggiono insieme, sono il succo della vita stessa, sono il VIVERE, sono parte del "Diario di un uomo".


Attenzione: Se non sei maggiorenne non proseguire nella lettura!
(dura lex, sed lex)

Come a volte accadeva, non sempre ma a volte, l’eccitazione si era accumulata come il vapore in una pentola a pressione. Una pentola da ore sul fuoco. Come per una diga che trattiene tonnellate d’acqua. Come per una diga in cui basta una piccola crepa perché non sia più capace a sopportare una goccia in più.

Sigi amava provocarmi, tenermi sulla corda a volte per giorni. Mi stuzzicava, mi faceva eccitare e poi scappava per ritornare a provocarmi appena vedeva che mi stavo raffreddando. Era un gioco di sguardi, di mezze frasi dette languidamente sottovoce. Per me era una continua e sempre nuova conquista in un torneo di continua seduzione. Nulla era scontato, nulla poteva essere programmato ed il risultato era sempre incerto.

Appena varcata la soglia e chiusa la porta, mollati i cappotti per terra, attratti da una forza incontrollabile, ci gettammo uno nelle braccia dell’altra, le lingue si avvinghiarono cercando di arrivare dove mai erano arrivate. Lingue vorticose e assetate come estreme appendici di due anime che volevano, dovevano fondersi tra loro tra loro per poter sopravvivere.

Non pensavamo mentre le mani che veloci frugavano il corpo dell’altro, si muovevano rapide e sicure per slacciare bottoni, aprire cerniere e afferrare il più possibile della pelle, della carne e non avevano più tempo e non eravamo più in nessun luogo ma semplicemente ERAVAMO. Eravamo animali bramosi, angeli in volo, diavoli scatenati spinti uno contro l’altro dalla magica forza dell’eccitazione.

Finalmente riuscii a superare l’ostacolo delle mutandine, due dita si fecero strada tra le labbra della vagina trovando un torrente vischioso e caldo che le risucchiava dentro il corpo della donna. Le mie dita si movevano, cercavano, frugavano, perché nulla di quel paradiso potesse andare perduto, non c’era tempo o forse quello era l’unico tempo, la vita, l’universo racchiuso in un paradiso caldo e avvolgente che reagiva al loro movimento come se anche per lui non ci fosse tempo o forse quello fosse l’unico tempo, la vita, l’universo tutto concentrato in quelle dita che tutto dovevano prendere e tutto dovevano sapere.

Sigi gemeva, si contorgeva come in preda ad un delirio mistico. Sentivo il suo respiro caldo uscire ritmicamente dalle narici appoggiate alla mia guancia mentre le nostre lingue orbitavano tra loro.

Amavo alla follia sentire l’eccitazione della mia donna. Mi piaceva più di qualunque altra cosa al mondo, mi piaceva sapere di riuscire a creare quel miracolo. Amavo quella donna, amavo il suo odore e amavo sentirla bagnata.

Amavo come le sue mani di lei sapevano afferrarmi il pene, mani sicure, mani padrone, Quelle piccole mani dalle dita lunghe e affusolate, senza anelli ne smalti, che sapevano diventare forti e facevano sentire il mio membro un oggetto meraviglioso e miracoloso, l’unico cazzo dell’universo, il più grande ed il più bello. Quelle mani lo amavano non potevano stare senza di lui, senza massaggiarlo, senza possederlo. Come le mani di una regina che tale è, solo quando afferra saldamente lo scettro, attraverso il quale ha il potere di vita e di morte sul tutto e per sempre.

Così quelle mani stringevano il mio cazzo, le dita correvano lungo tutta l’asta cercando il liquido della sua eccitazione per lubrificare meglio il movimento. Sentivano il palpito del cuore trasmesso dalle vene.

Forse erano passati solo dei secondi da quando avevamo chiuso la porta dietro le nostre spalle, forse erano passati dei millenni ed il mondo li fuori non era più lo stesso, ma non importava, perché il tempo non esisteva più era stato sostituito dal nostro respiro affannoso, dai gemiti e dai baci.

Eravamo finiti contro la parete bianca del corridoio lei con la schiena contro il muro, il mio corpo contro quello di lei. Il pollice aveva sostituito indice e medio che erano passati a massaggiare delicatamente l’ano di lei. Le mie dita sapevano cercare e mi eccitava incredibilmente sentire con i polpastrelli bagnati le contrazioni del culetto. Lo chiamavamo culetto, quel buchino rosa in mezzo a due chiappe piccole e sode.

Senza che la mano di Sigi mollasse il mio pene, lei si girò, appoggio la faccia contro il muro, inarcò in fuori il sedere, appoggiò la punta del cazzo contro il buchino rosa e con una leggera spinta lo infilò dentro e tenendolo saldamente in mano cominciò a farlo andare dentro e fuori ritmicamente.

- Ti sto facendo una sega nel mio culo…

diceva con voce rotta e ansimante,

- Ti sto facendo una sega nel mio culo…

- Sono la tua troia, sono la tua puttana e ti sto facendo una sega nel mio culo!

Sentivo l’ano di lei schiudersi ogni volta che il mio cazzo entrava.


Dentro…

Fuori…

Dentro…

- Sono eccitatissima, sono un lago e sono la tua troietta e tu mi stai usando, mi stai spaccando il culo, lo sento fino in gola e sto per godere…

Non fece tempo di finire la frase che senti le contrazioni del suo orgasmo stringere il mio uccello. Urlò e mugulò a lungo mentre l’orgasmo la scuoteva…

- sborrami nel culo, riempimi adesso!

sospirò.

Infilai il cazzo più dentro possibile, mi fermai un attimo e scoppiai. Sigi lanciò un urlo e ebbe immediatamente un altro orgasmo.

Rimanemmo così in piedi contro il muro per non so quanto, il mio cazzo dentro il suo culo che mi ammosciava lentamente...

- amo sentire il tuo getto caldo nella mia pancia

mi disse sottovoce, mentre il suo sfintere aveva ancora qualche contrazione.

Scivolammo sul pavimento, ancora abbracciati, senza che io uscissi da lei. L’abbracciavo stretta, mentre una profonda dolcezza ci avvolgeva. Sentivo il suo odore penetrarmi nell’anima… le baciai il collo, lentamente, teneramente …

- Ti amo, ti amo all’infinito…

Avrei voluto che quel momento non finisse mai...