Società - La mamma degli imbecilli...

La mamma degli imbeccilli è sempre incinta! Non è un aforisma di Oscar Wilde ma, purtroppo, una triste verità.
Questo è uno sfogo, prendtelo pure per quello che è.
Questa mattina mi sono alzato abbastanza presto. Volevo liberare il mio furgone dalla neve che lo seppelliva quasi interamente. Ho spalato per circa un'ora, stando attento a non buttare la neve dove potesse dare fastidio a qualcuno.
Appena finito, ho appoggiato la pala e mi sono fumato una sigaretta contemplando il mio lavoro. Spalare neve non è certo un'opera d'arte, ma comunque un lavoro ben fatto, qualunque esso sia, da sempre un po' di soddisfazione, specialmente se costa fatica.
Sto per montare a bordo, quando arriva una coppia sui 30 anni, entrambi fighetti, lei con stivali con tacchi a spillo (in mezzo alla neve), un cappottino aderente e sciarpone rosa. Lui monta nella Ford Ka (anch'essa completamente coperta di neve) posteggiata dietro al furgone. Dopo qualche sgommata riesce ad uscire e si affianca al mio mezzo.
Lei, con voce nasale e frignante grida "Io non monto...". Lui esce con aria seccata e comincia a buttare la neve dal tetto proprio dove io avevo appena finito di spalare... capirete che mi sono un po' girate le scatale e l'ho fatto notare.
Mi hanno guardato entrambi come fossi un extratterrestre, poi lui, senza smettere di ripulire la macchina mi fa: "Se la prenda con il comune che non pulisce, non con noi", come se il comune dovesse ripulire ogni macchina posteggiata per strada. A questo punto ero più allibito di loro e dico: "Scusate, bastava andare un metro più avanti." E lei: "Non capisco perché tutte queste storie, riesce ad uscire lo stesso".
Mentre partono sento lui da dentro la maccchina che dice: "Ma Dio canguro". Nemmeno le palle per tirare una bestemmia seria.
Morale della favola: Questi 2 fighetti figli del berlusconosmo proprio non hanno capito, non arrivano a capire cosa vuol dire rispettare gli altri, semplicemente nessuno glielo ha insegnato e non ci arrivano.
Il mondo è pieno di gente così, gente che calpesta gli altri senza nemmeno accorgersene. Figli della televisione che non hanno mai imparato ad usare il proprio cervello, generazione di sfigati senz'etica ma ben dotati di moralismo (se devi bestemmiare, almeno fallo bene).
Queste piccole cose sono il simbolo della nostra società che ormai è marcia fino alle ossa, un impero romano che sta crollando senza che nessuno se ne accorga, un Titanic che sta affondando con la gente ignara che balla il walzer.
Beh... sono sempre più convinto di partire... appena si alza il vento.
Cyrano, di Guccini
Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto!
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada
vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finché dura
ché il pubblico è ammaestrato
e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All'amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.
Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatti
del qualunquismo un arte;
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto assurdo bel paese.
Non me ne frega niente
se anch'io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere,
io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti
da sempre mi balocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.
Ma quando sono solo
con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora
da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia
e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi;
a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.
Venite gente vuota, facciamola finita:
voi preti che vendete a tutti un'altra vita;
se c'è come voi dite un Dio nell'infinito
guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo;
dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole;
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano. .

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