Sono tornato
Forse prima di partire avrò tempo per scrivere qualcosa di nuovo.
Certo che in cinque anni le cose qui sono davvero peggiorate tanto...
Altro che il bel paese...
La visione di questo Blog è riservata ad un pubblico adulto, oltre che sano di mente. Chi è sano di mente? Non ne sono sicuro ma... Tutti quelli che non hanno fedi certe e che coltivano qualche dubbio. Tutti quelli che non scagliano la prima pietra e nemmeno la seconda e la terza. Tutti quelli che prima mettere in funzione la bocca inseriscono il cervello.

| Que el maquillaje no apague tu risa, Que el equipaje no lastre tus alas, Que el calendario no venga con prisa, Que el diccionario dentenga las balas, Que las persianas corrijan la aurora, Que gane el quiero la guerra del puede, Que los que esperan no cuenten las horas, Que los que matan se mueran de miedo, Que el fin del mundo te pille bailando, Que el escenario te tiña las canas, Que nunca sepas ni cómo, ni cuándo, ni ciento volando, ni ayer ni mañana, Que el corazón no se pase de moda, Que los otoños te doren la piel, Que cada noche sea noche de bodas, Que no se ponga la luna de miel. Que todas las noches sean noches de boda, Que todas las lunas sean lunas de miel. Que las verdades no tengan complejos, Que las mentiras parezcan mentira, Que no te den la razón los espejos, Que te aproveche mirar lo que miras. Que no se ocupe de ti el desamparo, Que cada cena sea tu última cena, Que ser valiente no salga tan caro, Que ser cobarde no valga la pena. Que no te compren por menos de nada, Que no te vendan amor sin espinas, Que no te duerman con cuentos de hadas, Que no te cierren el bar de la esquina. Que el corazón no se pase de moda, Que los otoños te doren la piel, Que cada noche sea noche de bodas, Que no se ponga la luna de miel. Que todas las noches sean noches de boda, Que todas las lunas sean lunas de miel. | Che il trucco non spenga la tua risata, Che il bagaglio non zavorri le tue ali, Che il calendario non arrivi con fretta, Che il dizionario non contenga le pallottole, Che le persiane correggano l'aurora, Che guadagni quello voglio la guerra del potere, Che quelli che sperano non contino le ore, Che quelli che ammazzano muoiano di paura, Che il fine del mondo ti colga ballando, Che lo scenario ti tinga i capelli bianchi, Che non sappia mai né come, né quando, né cento volando, né ieri né domani, Che il cuore non passi di moda, Che gli autunni ti dorino la pelle, Che ogni notte sia notte di nozze, Che non si lasci la luna di miele. Che tutte le notti siano notti di matrimonio, Che tutte le lune siano lune di miele. Che le verità non abbiano complessi, Che le bugie sembrino impossibili, Che non ti diano la ragione gli specchi, Che approfitti di te guardare quello che guardi. Che non si occupi di te l'abbandono, Che ogni cena sia la tua ultima cena, Che essere coraggioso non costi tanto caro, Che essere vigliacco non valga la pena. Che non ti comprino per meno di niente, Che non ti vendano amore senza spine, Che non ti addormentino con racconti di fate, Che non ti chiudano il bar dell'angolo. Che il cuore non passi di moda, Che gli autunni ti dorino la pelle, Che ogni notte sia notte di nozze, Che non si lasci la luna di miele. Che tutte le notti siano notti di matrimonio, Che tutte le lune siano lune di miele. |


Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finché dura
ché il pubblico è ammaestrato
e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All'amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.
Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatti
del qualunquismo un arte;
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto assurdo bel paese.
Non me ne frega niente
se anch'io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere,
io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti
da sempre mi balocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.
Ma quando sono solo
con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora
da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia
e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi;
a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.
Venite gente vuota, facciamola finita:
voi preti che vendete a tutti un'altra vita;
se c'è come voi dite un Dio nell'infinito
guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo;
dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole;
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano. .
